1- LETTERA DI MONS. PIETRO RAGNI PER IL 30° DI FONDAZIONE (1978)

 

Quando Fratel Lodovico, mi ha proposto di scrivere due righe per unirmi nella celebrazione del "trentennio" del Fabriano 1°, ho risposto, quasi impetuosamente, che lo avrei accontentato: era un onore, era un piacere ripassare nella mente i ricordi degli anni trascorsi nell'ASCI.

Scrivo frettolosamete e forse disordinatamente alcuni sentimenti, alcuni ricordi, alcune emozioni.

Quando trenta anni or sono, Fratel Raffaele Zacchia che era allora nel Collegio Gentile, mi propose di assumere l'incarico di assistente del Riparto, non seppi dir di no: nella vita mi ero proposto di non assumere impegni oltre quelli che mi venissero assegnati, ma avevo stabilito di non dire no ad attività per i giovani.

Conoscevo lo SCOUTISMO perchè me ne aveva parlato Don Pacifico Veschi, un sacerdote matelicese; ne avevo seguito con animo disgustato lo scioglimento imposto dal Regime; ne ero entusiasta perchè il regime non ci stava nelle simpatie, data l'educazione ricevuta nel Seminario, per le teorie su cui si basava: il sacrificio dello scoutismo fu una grossa sofferenza che accrebbe il senso di opposizione al Regime.

Andai a Roma per prendere notizie; mi ero reso conto che ridare vita ad un movimento, troncato violentemente, dopo persecuzioni e rappresaglie, dopo 18 anni dalla sua soppressione, non era cosa da poco: d'altra parte quella morte violenta era segno che lo SCOUTISMO poteva incidere profondamente nell'educazione dei ragazzi.

A Roma mi sconsigliarono di accettare di essere assistante del Reparto nascente perchè nuovo al movimento e troppo preso da un altro apostolato; ma fratel Raffaele, che allora non era sacerdote, tanto insistette che riuscì a farmi accettare l'incarico.

Queste righe che sto scrivendo mi ricordano tanti giovani, tanti campeggi, tante "veglie", tanti fuochi, tanti giochi, tanti altari costruiti sulle montagne, tante messe celebrate nelle immense meravigliose Cattedrali della Natura, alla luce del sole, sugli altari costruiti con tanta passione dai giovani, davanti alle squadriglie ben ordinate e attente; rinverdiscono tanti ricordi, mettono nell'animo tanta nostalgia; sono motivo di commozione.

Quei giovani sono ora operai, sono impiegati, alcuni a Fabriano, altri molto lontani, alcuni sono professionisti bravi, quasi tutti sono padri di famiglia; alcuni conservano nella casa il fazzolettone scout; tutti parlano ai loro figli del tempo felice trascorso nello Scoutismo, ne raccontano le avventure; quando le circostanze della vita ci portano ad incontrarci (come è successo poche settimane or sono con due amici che vivono in Sardegna) il discorso comincia subito e si prolunga..."ti ricordi..." e seguita su questi ricordi. Tutti ripetono che gli anni dello Scoutismo sono i più belli della fanciullezza, quelli in cui hanno avuto una formazione umana e cristiana.

Queste righe sono quasi un dialogo iniziato molti anni or sono, con tanti amici, con i quali ho trascorso indimenticabili giornate di svago, di "fuochi", di attività, di bontà crescente, sui monti vicini e lontani (come dimenticare i meravigliosi campeggi a Canazei, nel centro delle Dolomiti, o a Val Foldillo, nel Parco degli Abruzzi, insieme a 50000 scout?).

Insieme ai ragazzi il ricordo di fr.Raffaele, fr.Antonio, fr.Elia, fr.Paolo e degli altri fratelli della Misericordia.

Finivamo un campeggio alla Madonna del Lambro; in una serata di quel campeggio avevo vissuto ore di grande preoccupazione perchè i ragazzi tornarono dopo la mezzanotte da una gita sui Sibillini ed il sentiero da percorrere era pericolosissimo; salendo sul camion della Trapoul un ragazzo piangeva pensando a chi sa che cosa; gli chiesi il motivo della sua commozione: mi rispose che era spiacente perchè finiva il campeggio; eppure lo attendevano a casa i suoi genitori, dopo 15 giorni.

Quel giovane è ora un uomo e lavora lontano da Fabriano; da pochi mesi ha perduto la mamma! Mi si consenta di salutarlo, ripetergli le condoglianze e fargli tanti auguri.

Quante volte cari ex scout i vostri genitori vi hanno detto e mi hanno detto che tornando dal campeggio vi avevano trovato più buoni e scherzosamente chiedevano che di campeggi se ne facessero due, tre, quattro ogni anno.

Dopo 30 anni, quante cose sono cambiate: non ci sono più le misere tende olandesi che ci sembravano una ricchezza; non più acetilene o candele; ora ci sono due reparti ed ognuno con tanti giovani. Quante cose sono cambiate! Ora c'è l'Agesci; ora l'ultima avere una unica divisa per ragazzi e ragazze. Ma questa vostra crescita questi cambiamenti hanno fatto un po' soffrire noi vecchi! Non vi auguriamo di conservare, non sclerotizzato lo spirito dello Scoutismo, la sincerità, la non violenza, il rispetto della Natura...Nel clima di violenza che stiamo vivendo questa è una lezione molto importante.

Un vivo ringraziamento a coloro che ci hanno sostenuto, ci hanno incoraggiato, ci hanno affidato i loro figli. Una sentita riconoscenza ai buoni fratelli della Misericordia che nel Collegio Gentile ci hanno ospitato, curato, assistito, guidato, sempre con maggior impegno, sempre con tanti sacrifici, pur nell'alternarsi delle persone.

Cari amici, tanti auguri, vivete gioiosamente la vita che Dio ci dona, ricordate che lo scout è sempre scout nello spirito.

La madonna degli SCOUT vi accompagni nel cammino!

Il Vostro Assistente

don Pietro Ragni