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NOTIZIE STORICHE - EX MONASTERO S.BENEDETTO - |
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Fondato nel 1244 per volere di
San Silvestro Guzzolini su terreno donato dal Comune di Fabriano in località Castellare,
appena fuori la cinta muraria dell’epoca, è una vera e propria abbazia
benedettina impiantata nel centro della città. Nato come ospizio per i monaci e
divenutone sede Già dall'inizio la comunità
monastica inurbatasi ebbe molto seguito a livello di pastorale e la sua
crescente importanza suscitò il malumore delle parrocchie, specialmente della
vicina San Venanzio; la morte del monaco Giovanni dal Bastone e i numerosi
miracoli che ne seguirono, provocando un continuo concorso di popolo, non fecero
poi di certo placare gli animi. La diatriba con i canonici della futura
Cattedrale, iniziata nel 1323, si protrasse fino al 1337, quando vennero
definitivamente fissati i confini della nuova parrocchia di San Benedetto quali
sono ancora oggi. Per meglio comprendere questi avvenimenti va ricordato che
all’epoca, come dimostrano i vari contenziosi, il clero secolare stava
cercando di riaffermare la sua autorità a scapito dei cenobiti, i quali, nei
secoli precedenti avevano avuto grande potere. Intanto i successori di Silvestro divenivano sempre più numerosi e si stabilivano in tutto il centro Italia ottenendo anche di entrare, agli inizi del XIV secolo, in San Marco a Firenze e in Santo Spirito a Siena, due città di spicco nel panorama geopolitico di allora. Sul finire del XIV secolo San
Benedetto divenne sede anche dell’Abate Generale; tra l’altro aveva allora
la proprietà di un ospedale e, forse, di uno dei torrioni delle mura. Nei decenni successivi il
monastero fu ingrandito: alcune case vennero comprate e si fecero lavori nella
parte sopra Piazza del Mercato. Di lì a pochi anni i rapporti
con il Comune, intaccati fino a quel momento solo da qualche controversia per i
confini con la proprietà pubblica, cambiarono radicalmente. L’Abate Stefano di Antonio
della Castelletta (1439-1471), con le sue conoscenze tra i porporati romani, era
riuscito ad ottenere, oltre a varie indulgenze, il controllo di San Biagio in
Caprile e alcune Iniziarono azioni, giudiziarie
e non, che videro autorità pubbliche e magistratura sul piede di guerra. I malumori portarono nel 1554,
con il consenso della Curia Romana e per il tentativo dichiarato di eleggere
Fabriano a Diocesi, alla cacciata dei monaci da San Benedetto adducendo come
motivazione la loro cattiva condotta morale. Purtroppo per i cospiratori il
Papa morì di lì a poco e, grazie anche a una petizione popolare, si decise per
il ritorno dei religiosi a patto però che mutassero i loro comportamenti. E' a partire dalla fine del
secolo XVI, sulla scia della Controriforma e per volere di Giovanni Maria da
Castelletta, che tutto il complesso subì un generale rifacimento: la nuova
chiesa, che si volle grandiosa, ricca di preziosi stucchi e decorazioni, degna
della residenza del primate della congregazione, fu consacrata nel 1605. Anche il monastero fu
notevolmente ampliato e vi fu aperta una scuola pubblica di umanistica per i
giovani di Fabriano. Nel corso del Seicento furono ricostruiti muro e torrette
del lato Nord (1623) e, come ricorda un'epigrafe, si ingrandì la struttura
costruendo da un lato “super mensam”
e dall'altro “a fundamentis”
(1671). In questo periodo il cenobio
ospita circa 25 tra monaci e conversi ed ha alle sue dipendenze numerose chiese
del contado fabrianese, della Marca di Ancona e della vicina Umbria; possiede
terreni ed opifici quali mulini e fors'anche cartiere. Un visitatore della metà
del XVII secolo descrive i vari ambienti: chiostro, foresteria, dormitori,
palombaio, stalle… rimanendo colpito dal bel mobilio in noce e dal belvedere
con archi che, oltre l'orto, “risguarda
la Piazza detta Mercatale”. Le uniche decorazioni rimanenti
risalgono al '700 ( anche se recentemente sono venute alla luce tracce di
pittura molto più antiche all'interno di quelli che erano i locali del
Refettorio): - un ciclo
di affreschi, forse dello
stesso Antonio Ungarini, autore di quelli di Montefano, che sembrerebbe avere
come oggetto miracoli di San Silvestro e dei suoi discepoli. Le scene adornavano
sicuramente tutte le lunette perimetali del chiostro. Di alcune si scorgono solo
pochi tratti, due sono ancora visibili e raffigurano: la prima un monaco con
dolori al ventre guarito per opera di San Silvestro e dei Beati Giuseppe, Ugo e
Benvenuto; l'altra un uomo resuscitato per l'intercessione di figure con bianche
vesti. - i ritatti
degli Abati Generali
fabrianesi di nascita si trovano invece nel Corridoio degli Abati al primo piano
e sono contorniati da graziose pitture. Di questo periodo sono anche il
portale in pietra (1743), il bel pozzo con lo stemma della congregazione (1778)
e un'altra cornice in pietra intarsiata che si trova al primo piano. Sempre nel ‘700, da queste
stanze, si partecipò alla lite con Camerino per l’erezione di Fabriano a Città
e Sede Episcopale: citiamo l’Abate Ambrogio Grassetti che ne scrisse una
dettagliata cronaca, ma soprattutto Don Amedeo Grassi che, sotto lo pseudonimo
di “Abbate Arsenio” rispose per le rime al menzognero camerte “Don Pacomio”
in merito all’effettiva importanza della Città della Carta. Come ricorda la formella in
terracotta che poggia su una testa di leone (forse proveniente dal duecentesco portale della
chiesa), nel 1853 si ebbe un ultimo ampliamento: fu alzato di un piano
l'imponente edificio visibile dalla Portella. In
seguito all'unità d'Italia il complesso seguì la sorte di molti altre case
religiose e, come già accaduto per
breve tempo nel 1810, divenne di proprietà dello Stato; i monaci erano allora
15 e le diverse proprietà avevano un valore di 172.000 lire dell’epoca. Per dovere di cronaca va
segnalato che nel 1930, su iniziativa dell’Abate Generale Don Leandro Bugari,
vi fu un tentativo da parte dei Silvestrini di rientrare in possesso di San
Benedetto per adibirlo a collegio missionario ma della pratica, dopo alcuni
pareri favorevoli da parte delle autorità, non si seppe più nulla. Ad ogni modo dopo la
soppressione del 16 Marzo 1861 i monaci si ritirarono nei locali di Via Mamiani
e il complesso divenne luogo deputato all'istruzione: scuola elementare e
superiore, ospitò generazioni di fabrianesi. La dizione “Monastero San
Benedetto” decadde ufficialmente nel 1983; il titolo “Abbaziale” ancora
permane per la chiesa e il suo rettore è detto “Abate Parroco”. Il terremoto del 26 Settembre
1997 ha fatto calare il silenzio su quest'angolo di Fabriano in attesa che un
generale restauro dia una nuova vita a questi spazi. Aldo Pesetti
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